VOLWO

dieci viaggi veloci

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DIECI VIAGGI VELOCI
Dopo tre dischi come Atleticodefina, Pasquale De Fina ha ridato vita al progetto Volwo, con cui aveva esordito nel 2002 con Viva Vittoria. Con lui come all’epoca il suo compagno di avventura Roberto Romano (che suona fra gli altri con i Baustelle) ed un po’ di amici ed ottimi musicisti fra cui Giorgio Baldi (storico chitarrista di Gazzé) ed Alex Marcheschi (Ritmo Tribale, NoGuru). Completano il tutto, ospiti alle voci, Luca Gemma, Rachele Bastreghi, Paolo Benvegnù e Ylenia Lucisano. Dieci canzoni che trattano di emigrazione, del viaggiare, del lasciare, del tornare, dell’amore, della speranza, del lavoro, della passione. Ogni vita un viaggio, ogni viaggio una vita. Il tutto concentrato in un disco intenso, violento e morbido al contempo, un disco che urla e sussurra senza distogliere lo sguardo da un orizzonte che forse non è poi così lontano.
“Mio padre giovanissimo una notte uscì in barca a pescare. Un temporale rovesciò la barca. Passò la notte in mare ma riuscì a salvarsi. Riportò solo una lesione all'orecchio destro che gli abbassò l'udito. Amava ripetere che fu accompagnato e salvato dal canto delle sirene e ogni volta mia madre esclamava: "Ma quali sirene e sirenette... LE SIRENE NON ESISTONO”.
Forse aveva ragione lui?” Pasquale De Fina
La copertina dell’album è un disegno inedito di Guido Crepax titolato “Valentina e Le Sirene” gentilmente messo a disposizione di Pasquale de Fina da Caterina Crepas.


VOLWO
Pasquale De Fina, calabrese di sangue e milanese di adozione, è Volwo, tra le altre cose. Pasquale De Fina infatti è anche Atleticodefina, ed è anche un compositore, autore, chitarrista, e produttore artistico che ha prestato penna (e corde) a molti nomi della scena musicale italiana. Ci sarebbe da dire che Pasquale Defina è anche un artista appassionato si pittura, scultura e architettura, ma questa è un’altra storia...
Tornando alla musica: Pasquale ha accompagnato Cristina Donà nel tour dell’album Tregua. Ha realizzato insieme a Maurizio Raspante (Santa Sangre) la produzione artistica ed esecutiva del singolo Un amore lungo un giorno, progetto uscito il giorno di San Valentino 1998, cui hanno partecipato molti artisti della scena rock italiana ed immediatamente diventato un cult per gli appassionati. Ha suonato in Italia nel live set di Steve Piccolo (Lounge Lizard). Tra il 1999 e il 2000 ha collaborato al successo della performance, degli Agnelli Clementi (Manuel Agnelli degli Afterhours ed Emidio Clementi dei Massimo Volume).
Il primo lavoro di Volwo, Viva Vittoria, viene pubblicato nel 2002 e vede con lui Roberto Romano (Rosso Maltese, Luca Gemma, Baustelle, Dente) al sax, clarino e flauto, Max Peri (Rosso Maltese) alla batteria ed alle percussioni ed Andrea Viti (Karma, Afterhours, Luca Gemma) al basso.
Nel 2005 esce il primo disco omonimo di Atleticodefina (Venus/Lucente). Registrato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani. Del 2007 è il secondo album di Atleticodefina, Tutti amano tutti (Venus/Lucente). Seguito da Revolwo, sempre sotto il nome Atleticodefina, nel 2009 interamente registrato in presa diretta nella sola giornata del 17 marzo 2009 alle Officine Meccaniche, con la produzione artistica di Giorgio Canali.
Nel 2012 Pasquale De Fina partecipa al Neil Young Americana Contest, arrivando al 10° posto su oltre 700 partecipanti, con una versione di U Sparanzuni, la prima canzone scritta per il ritorno del progetto Volwo.
Negli ultimi anni si dedica principalmente al ruolo di produttore artistico (El Santo, V.Edo, e tra gli altri), alle colonne sonore (firma la colonna sonora per il video su Cusago per Expo 2015) e partecipa al disco di Renzo Rubino "Il gelato dopo il mare" nel brano "Superinutile".
Pasquale dedica il 2016 a terminare la scrittura e la produzione del secondo disco di Volwo "Dieci Viaggi Veloci" e continua la sua attività di produttore artistico.


CREDITI
Pasquale De Fina: musiche e testi, voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, loop,
compagni di viaggio:
Roberto Romano: sax, clarino, flauto, seconda voce, loop, percussioni, arrangiamenti
Paolo Benvegnù: voce in Milano immaginazione
Rachele Bastreghi (Baustelle): voce in Dammi tutto l'oro
Giorgio Baldi (Max Gazzè): basso fuzz, chitarra elettrica noise,loop batteria
Luca Gemma: voce in M'arricordu e non mi scordu
Massimiliano Peri: percussioni
Pancho Ragonese: pianoforte
Alex Marcheschi: batteria in Cusago
Progetto grafico: Cecilia Canzian
Cover: “Valentina e le sirene” Guido Crepax – courtesy of Caterina Crepas
Masterizzato presso lo studio NOISE FACTORY Milano da Alessio Camagni e Nicolò Fornabaio
Edizioni: Viceversa Records


BRANO PER BRANO
1. M'arricordu e non mi scordu (feat. Luca Gemma)
Viaggio immaginario di mesi in nave che un emigrato tra la fine '800 e inizi del '900 faceva per andare in Australia o Brasile o verso "La Merica" come la chiamava mio nonno.
2. Milano immaginazione (feat. Paolo Benvegnù)
Dai racconti di mia madre durante i suoi primi giorni a Milano. Lo sconforto nel lasciare un paese pieno di sole e trovarsi immersa nella nebbia milanese.
3. Tutto l'oro (feat. Rachele Bastreghi)
Mio padre alla ricerca di un lavoro nella Milano industriale anni '70 venne licenziato in tronco dopo la chiusura della Opel.
4. A debita distanza
la guerra, la pace la carità...
5. Canto dell'emigrato in Francia 1903
Un emigrato da Brescia in miniera in Francia nel 1903 scrive alla moglie: avendo avuto poca fortuna nel lavoro, alla fine della lettera chiede alla moglie di "non darla a preti o a frati, ma solo ai disperati".
6. La Didone abbandonata (Metastasio)
Metastasio: Da "La Didone abbandonata” (1724). Il dubbio, il tormento se partire o restare. Lasciare gli affetti e cercare un futuro migliore altrove.
7. Sotto le tre nuvole
La lettera di mio padre durante i primi giorni a Milano. Lavoro duro. Asfalta le strade e scrive una lettera a Vittoria, mia madre, che presto rivedrà… e promette che presto balleranno ancora insieme.
8. Cusago
La Milano come la vede mio nipote, Gaetano, ultimo arrivato dei De Fina "emigrato" da Rapallo a Milano... “ con la sua musica in testa”.
9. Se ti sabir
Nel Mediterraneo per almeno tre secoli, dal XV al XVII, arabi, turchi ed europei parlavano tra loro senza bisogno di traduttori. Usavano il “Sabir", un dialetto inventato dai turchi ma sorprendentemente simile ad un dialetto veneto.
10. La cuccagna
Una "tamurriata" di festa. Queste melodie mi riportano a quando da bambino passavo le vacanze dai nonni in Calabria.

℗ & © 2017 copyright VICEVERSA RECORDS

TRACKLIST

1 M'arricordu e non mi scordu (feat. Luca Gemma)
2 Milano immaginazione (feat. Paolo Benvegnù)
3 Tutto l'oro ( feat. Rachele Bastreghi)
4 A debita distanza
5 Canto dell'emigrante 1903
6 La didone abbandonata (Metastasio)
7 Sotto le tre nuvole (feat. Ylenia Lucisano)
8 Cusago
9 Se ti sabir
10 La Cuccagna

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