STEFANO MELI

GHOSTRAIN

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Ghostrain” è un disco di strade, di confini, di incontri probabili e treni vuoti e senza fermate, di cani che abbaiano da lontano, di pioggia che bagna passeggeri distratti affamati di niente. Un disco sporco di silenzio e di orizzonti muti. Stefano Meli

I brani evocano grandi spazi e piccole impronte di passi, cieli sconfinati e minuscole particelle di polvere, le ore, le vite e i secoli che ci lasciamo alle spalle in quei momenti senza tempo in cui ci rendiamo conto di essere soli e le parole sono superflue.
E’ un disco inquieto, lontanamente psichedelico, acustico e strumentale, affidato con cura alle corde delle chitarre, protagoniste degli unici dialoghi presenti in questi brani.
10 i brani in ordine di respiro e pervasi da atmosfere letterarie ripulite dalla parola in cui si affacciano John Steinbeck, di Brendan Behan o di Erskine Caldwell.
Nessuna parola (parlata, se non altro) e pochi gli strumenti: chitarre, bassi, dobro, qualche percussione e poca batteria. Suonati con naturalezza e intimità e registrati allo stesso modo, con una cura estrema per ottenere i suoni che meglio riflettessero queste intenzioni. Il disco nasce infatti in presa diretta e senza il passaggio da computer in un piccolo studio nelle campagne siciliane e viene poi affidato per il mix e il mastering alle mani di Carlo Natoli e ai muri in pietra antica del Phantasma Studio di Ragusa.
Come la sua musica così Stefano, di poche parole. Se lo incontrate non fategli domande, offritegli una birra e ve ne sarà grato.

TRACKLIST

01 – Deadmocracy

02 – Walkin’

03 – Gaza

04 – Fuckin’

05 – Silence

06 – Ghostrain

07 – Blacksunsetdog

08 – Winter

09 – Isolation

10 – Gaza2

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