ZUMA

LESS IS MORE

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Nove brani intimi, limpidi e rabbiosi. La storia di LESS IS MORE è parallela a quella degli Zuma stessi; anzi, probabilmente la band decide si consolida proprio per dare vita a questo disco.

Le composizioni di Less is more, nascono in sala prova, semplici appunti da completare in fase di registrazione ed ascolto. Il primo nucleo della band, Dino Gigliuto, Giuseppe Lombardo e Mauro Felice sceglie quindi lo Zen Arcade studio di Marcello Caudullo, inizialmente coinvolto solo in veste di produttore e fonico, dove il disco prende forma.
Sette dei nove brani che compongono l’album, rimasti a lungo delle bozze maturano man mano con la collaborazione di Marcello che per primo imbraccia i suoi strumenti per colorare alcuna parti, di Tony del Mastro che regala la sua tromba in "son of a beach" e di una quantità industriale di lapsteel che Carlo Natoli (Gentless3) lascia dicendo "usate quelle che volete, scegliete le migliori". Anche le voci sono state aggiunte man mano.
Diversa invece la “nascita” di Rain song e Ourselves. Rain Song nasce da un appunto registrato nel bagno di casa di Giuseppe durante una piovosa notte insonne; editato poi da Marcello e cantato da Dino il brano si è praticamente autocomposto. Ourselves invece è un lungo intro con cui si aprono i concerti di Zuma che è stato registrato dal vivo alla Lomax da Luca Recupero.

La lunga gestazione dell’album non dipende dalla ricerca di chissà quale perfezione, le sezioni di registrazione, i missaggi, gli ascolti sono stati piacevolmente dilatati nel tempo, messi quasi a decantare in attesa del momento giusto per essere assaporati.
Il titolo del disco “Less Is More” è una massima di Mies Van Der Rohe da lui riferita al design e sposata dagli Zuma che aspirano ad una vita priva di tutte quelle cose inutili che la logorano senza aggiungerle valore.

TRACKLIST

01 – Kimberly Last Night0

2 – Son of a beach

03 – Less is More

04 – Weak link

05 – The Rain Song

06 – Roaster Passion

07 – God Damn the Sun

08 – Untitled

09 – Ourselves

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